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Tribunale I grado CE, sez. II, 15 marzo 2011

(traduz. tratta da http://curia.europa.eu) Opposizione alla registrazione del marchio comunitario figurativo ^Dada & Co. Kids^ basata su marchio nazionale ^DADA^ - Mancata prova dell'uso effettivo del marchio nazionale per decorrenza dei termini di ricezione da parte dell'UAMI - Ininfluenza dell'errore di identificazione del richiedente - Corretta rettifica della commissione di ricorso - Rigetto del ricorso


IUS&WEB | Portale di informazione giuridicamartedì 15 marzo 2011

Massima e breve annotazione a cura dell'avv. Dario Galliani

In fatto

Richiesta di registrazione del marchio comunitario figurativo ^Dada & Co. Kids^ per i prodotti della classe 25 dell'Accordo di Nizza.

Opposizione alla registrazione basata sul marchio tedesco ^DADA^, riferibile alla medesima classe merceologica, per asserito rischio confusorio ex art. 8, n. 1, lett. b), del Reg. 09/207/CE.

Richiesta della prova dell'uso effettivo del marchio nazionale da parte della resistente, ai sensi e per gli effetti dell'art. 42, nn. 2 e 3, del citato regolamento.

Invio a mezzo fax da parte della ricorrente di una lettera accompagnatoria con indicazione dell'elenco dei documenti idonei a fornire l'uso effettivo del marchio.

Tardività dell'invio di tale documentazione inviata a mezzo posta (stante l'elevato numero di pagine), con conseguente inutilizzabilità ai fini probatori dichiarata dalla seconda commissione di opposizione.

Rigetto dell'opposizione ^in quanto la ricorrente non aveva fornito la prova dell'uso effettivo del marchio anteriore entro il termine assegnato^.

Ricorso innanzi all'UAMI basato su due motivi:
1) errata identificazione del richiedente il marchio comunitario;
2) violazione della regola 80, n. 2, del Reg. 95/ 868/CE e del principio della parità di trattamento.

La quarta commissione di ricorso dell'UAMI respingeva detto ricorso.

In diritto

A sostegno del suo ricorso volto all'annullamento della decisione impugnata, la ricorrente deduce tre motivi.
1) violazione dei «requisiti formali» dell'art. 80, n. 1 del Reg. 09/207/CE, nonché della regola 50, n. 2, del Reg. 95/2868/CE;
2) violazione della regola 80, n. 2 del Reg. 95/2868/CE;
3) violazione dei principi della parità di trattamento e della leale concorrenza, ex artt. 2 CE e 3 CE, nonché dall'art. 43 del regolamento n. 40/94.

Il Tribunale, nel respingere in toto il predetto ricorso, cosi statuiva.

Sul primo motivo

L'errore in cui è incorsa la seconda divisione di opposizione (identificazione della ragione sociale della richiedente il marchio comunitario come ^DADA & CO. MEN SRL^), qualificabile, al più, come ^errore di trascrizione o errore manifesto^ , non rientra nell'ipotesi dell'art. 80, n. 1 del Reg. 09/207/CE, non avendo peraltro prodotto alcuna conseguenza procedurale.

Di talché, risulta corretta, rispetto alle sue competenze, la rettifica operata dalla commissione di ricorso, a nulla rilevando l'esistenza di due decisioni costituenti titolo esecutivo nei confronti della ricorrente, giacchè la decisione della commissione di ricorso ha sostituito la decisione della divisione di opposizione.

Sul secondo motivo

Sul punto, la ricorrente lamenta che il mancato invio della documentazione comprovante l'uso effettivo del marchio nazionale a mezzo fax (stante, a suo dire, la probabilità di errore di trasmissione, a causa dell'elevato numero di pagine), pur a fronte della manifestazione di volontà di tale invio indicata nella lettera accompagnatoria, costituisca un'ipotesi di ^comunicazione incompleta^, sussumibile pertanto alla regola 80, n. 2, del Reg. 95/2868/CE, secondo cui ^L'[UAMI] informa il mittente nei casi in cui la comunicazione pervenuta mediante telecopia sia incompleta o illeggibile o vi siano fondati dubbi circa la precisione della trasmissione, invitandolo ad effettuare, entro un preciso termine, la ritrasmissione dell'originale mediante telecopia o la presentazione dell'originale secondo la regola 79, lettera a). Se questa richiesta è soddisfatta entro il termine indicato, la data di ricezione della ritrasmissione o dell'originale si considera come data di ricezione della comunicazione originale (…). Se la richiesta non è soddisfatta entro il termine stabilito, la comunicazione si considera non ricevuta^.

Di diverso avviso risulta essere il Tribunale, secondo cui ^omissis...la regola 80, n. 2, del regolamento n. 2868/95 non si riferisce ai casi in cui l'incompletezza o l'illeggibilità della comunicazione via telefax sia imputabile esclusivamente alla volontà del mittente, il quale scelga deliberatamente di non effettuare una comunicazione completa e leggibile, sebbene sia tecnicamente in grado di farlo^.

Nel caso di specie, avendo la ricorrente teletrasmesso unicamente cinque pagine, a fronte delle oltre 200 fatte pervenire tardivamente a mezzo posta all'UAMI, non può ravvisarsi un'incompletezza della trasmissione, con conseguente inapplicabilità della citata regola e rigetto del motivo.

Sul terzo motivo

La ricorrente lamenta una discriminazione lesiva del Trattato CE, asseritamente deducendo un vantaggio nella comunicazioni a mezzo posta per i soggetti residenti in Paesi più vicini alla sede dell'UAMI.

Il Tribunale, in virtù dell'esegesi della regola 22, n. 2, del Reg. 95/2868/CE, secondo cui ^Se l'opponente deve fornire la prova dell'utilizzazione o mostrare che vi sono giustificati motivi per la non utilizzazione, l'[UAMI] lo invita a fornire la prova richiesta entro un termine stabilito. Se l'opponente non fornisce tale prova entro la scadenza del termine, l'[UAMI] respinge l'opposizione^ evidenzia, da un lato, il carattere perentorio del termine ivi indicato, dall'altro, ^che la prova è «fornita» non quando essa è inviata all'UAMI, ma quando perviene a quest'ultimo^.

Quanto poi all'asserito svantaggio dedotto dalla ricorrente per i Paesi più distanti dalla sede dell'UAMI, il Tribunale non ritiene che la data di ricezione della prove fornite ai sensi della regola 22, n. 2, del regolamento n. 2868/95 possa comportare una discriminazione tra gli interessati, ad ogni buon conto neutralizzata dalla possibilità offerta a tutti di comunicare con l'UAMI via telefax, conformemente alla regola 80 del regolamento n. 2868/95 .

Rigettato anche il terzo ed ultimo motivo, il Tribunale respinge cosi l'intero ricorso, condannando la ricorrente alle spese.




FAMIGLIE: Marchi d'impresa, Giurisprudenza Europea, 2000-2050

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