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Corte di Giustizia CE, sez. I, 10 marzo 2011

(traduz. tratta da http://curia.europa.eu) Domanda di registrazione marchio denominativo comunitario (^1000^) - Art. 16 Accordo di Nizza (periodici contenenti parole crociate e giochi) - Assenza di carattere distintivo del marchio richiesto - Carattere descrittivo percepito dal pubblico di riferimento come la quantità di giochi raccolti o la classificazione gerarchica dei riferimenti contenuti - Impedimento assoluto alla registrazione


IUS&WEB | Portale di informazione giuridicagiovedì 10 marzo 2011

Massima e breve annotazione a cura dell'avv. Dario Galliani

L'impugnazione in esame si è occupata del rigetto della domanda di registrazione di un marchio comunitario denominativo costituito dal numero ^1000^ confermata in primo grado dal Tribunale comunitario.

Affrontando analiticamente i due motivi di ricorso articolati dalla società richiedente la registrazione, la Corte ha così statuito.

Sul primo motivo, vertente sulla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94, la Corte ha anzitutto evidenziato come la circostanza che un marchio sia costituito unicamente da un'indicazione numerica non costituisce di per sè motivo di rigetto, tanto che l'art. 4 del regolamento n. 40/94 prevede espressamente i numeri tra i segni di cui un marchio può essere costituito.

Ciò detto, la Corte si è occupata di verificare la descrittivtà o meno del marchio in relazione ai prodotti per cui è stata richiesta la registrazione, tra cui, «periodici, compresi periodici contenenti parole crociate».

Sul punto ha invero ritenuto corretta l'argomentazione del giudice di prime cure secondo cui "il segno «1000» che figuri su una pubblicazione di questo genere sarà percepito come un'indicazione del fatto che essa contiene 1 000 parole crociate".

Di talchè, costituendo un impedimento assoluto alla registrazione, giusto il disposto del citato articolo 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94, secondo cui "i marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che in commercio possono servire per designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica, ovvero l'epoca di fabbricazione del prodotto o di prestazione del servizio, o altre caratteristiche del prodotto o servizio."

Sul secondo motivo, attinente al fatto che l'UAMI non avrebbe seguito la propria prassi anteriore, la Corte ha evidenziato "come la registrazione di un segno come marchio dipende da criteri specifici, applicabili nell'ambito delle circostanze di fatto del caso di specie, destinati a verificare se il segno di cui trattasi rientri in un impedimento alla registrazione."

Osservando conseguentemente come, nel caso in oggetto, l'esaminatore, lungi dall'essersi discostato da sue precedenti decisioni favorevoli alla registrazione di marchi rappresentati da cifre, ha correttamente ritenuto sussistente uno degli impedimenti alla registrazione enunciati all'art. 7, n. 1, del regolamento n. 40/94, sulla scorta dei prodotti per cui era stata chiesta la registrazione in rapporto alla percezione da parte degli ambienti interessati.

Statuita quindi l'infondatezza di entrambi i motivi, rigettava il ricorso.

FAMIGLIE: Marchi d'impresa, Giurisprudenza Europea, 2000-2050

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