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Tribunale I grado CE, sez. IV, 9 febbraio 2011

(traduz. tratta da http://curia.europa.eu) Domanda di registrazione del marchio comunitario denominativo ^ALPHAREN^ (prodotto farmaceutico classe 5 Accordi di Nizza) - Opposizione basata su marchio denominativo antecedente ^ALPHA D3^ ungherese, lituano e lettone - Violazione degli artt. 75, 76 e 8 n. 1, lett. b) Reg. 09/207/CE sostenuta dalla ricorrente - Parziale accoglimento del ricorso


IUS&WEB | Portale di informazione giuridicamercoledì 9 febbraio 2011

Massimazione ed annotazione a cura dell'avv. Dario Galliani

La sentenza in commento dirime una controversia insorta tra la società Ineos Healthcare Ltd, richiedente la registrazione del marchio comunitario denominativo ^ALPHAREN^ (classe 5 dell'Accordo di Nizza 15.6.57, come riveduto e modificato, «Prodotti farmaceutici e veterinari contenenti idrossicarbonato di ferro magnesio o idrotalcite o derivati; prodotti farmaceutici e veterinari per la dialisi renale e per la cura di malattie renali e disturbi del rene; leganti di fosfato per la cura dell'iperfosfatemia»), ai sensi del Reg. 94/40/CE, come sostituito dal Reg. 09/207/CE e la società Teva Pharmaceutical Industries Ltd oppostasi alla registrazione del marchio richiesto ex art. art. 41 del regolamento n. 207/2009.

Tale opposizione si basava sui seguenti marchi denominativi nazionali:

a) marchio denominativo ungherese ALPHA D3 n. 134972 per «prodotti
farmaceutici per regolare il calcio», rientranti nella classe 5;

b) marchio denominativo lituano ALPHA D3 n. 20613 per «prodotti farmaceutici
per regolare il calcio», rientranti nella classe 5;

c) marchio denominativo lettone ALPHA D3 registrato con il riferimento M30407
per «prodotti farmaceutici aventi proprietà di regolazione del calcio», rientranti
nella classe 5.

Contro la decisione di accoglimento dell'opposizione la ricorrente proponeva ricorso all'UAMI, la cui seconda commissione lo respingeva.

Impugnato dalla Ineos Healthcare Ltd tale provvedimento, il Tribunale così statuiva.

1) Sul primo motivo, basato sul fatto che l'opponente non ha fornito la prova della
somiglianza tra i prodotti


Normativa di riferimento:
I) art. 15 5, n. 2, lett. c), del Reg. 95/2868/CE, secondo cui l'atto di opposizione deve contenere l'indicazione dei motivi sui quali si basa l'opposizione;

II) art. 15, n. 3, lett. b), del citato regolamento l'atto di opposizione può contenere un'esposizione dei principali fatti e argomenti sui quali si fonda l'opposizione, e le prove a sostegno di tale opposizione.

Alla luce della citata normativa, non risulta alcun obbligo in capo alla parte opponente, nell'ambito di una procedura di opposizione, di fornire prove relative alla somiglianza dei prodotti in questione.

2) Sul secondo e sul terzo motivo, rispettivamente basati sulla violazione dell'art. 73 e dell'art. 74 del regolamento n. 40/94 (ora artt. 75 e 76 del Reg. 09/207/CE)

Entrambi i motivi riguardano l'utilizzo, da parte della commissione di ricorso, di alcune ricerche volte all'individuazione di una somiglianza tra i prodotti coperti dai marchi anteriori lettone e lituano e, specificatamente, i «prodotti farmaceutici e veterinari contenenti idrossicarbonato di ferro magnesio o idrotalcite o derivati» (in prosieguo: i «prodotti A») e i «leganti di fosfato per la cura dell'iperfosfatemia» (in prosieguo: i «prodotti C») coperti dal marchio richiesto.

L'art. 76 del Reg. 09/207/CE statuisce che nelle procedure concernenti impedimenti relativi alla registrazione, l'UAMI si limita, in tale esame, ai fatti, prove ed argomenti addotti e alle richieste presentate dalle parti.

Purtuttavia, tale limitazione della base fattuale su cui verte l'esame della commissione di ricorso, non esclude che questa prenda in considerazione, oltre ai fatti dedotti dalle parti del procedimento di opposizione, fatti notori, ossia conoscibili da qualsiasi persona o che possono essere conosciuti mediante l'utilizzo di mezzi generalmente accessibili.

Nel caso di specie, la commissione aveva effettuato delle ricerche su vari siti internet al fine di confrontare i prodotti coperti dai marchi in conflitto.

Benchè informazione provenienti da siti internet generalmente accessibili, il Tribunale correttamente non ha ritenuto trattarsi di fatti notori, stante l'elevato grado di conoscenze tecniche necessarie per la loro comprensione.

Di talché, essendo erroneo l'utilizzo fatto dalla commissione di ricorso dei risultati delle proprie ricerche su Internet, il Tribunale accoglieva il terzo motivo della ricorrente, limitatamente alla parte della decisione impugnata che rigettava la domanda di registrazione del segno richiesto per i prodotti A (^prodotti farmaceutici e veterinari contenenti idrossicarbonato di ferro magnesio o idrotalcite o derivati^) e per i prodotti C (^leganti di fosfato per la cura dell'iperfosfatemia^) in rapporto ai precedenti marchi lituani e lettoni.

3) Sul quarto motivo, basato sulla violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b), del Reg. 09/207/CE per quanto concerne la determinazione del pubblico di riferimento

Il Tribunale ha ritenuto, concordemente alla commissione di ricorso, che il pubblico di riferimento da utilizzarsi nel caso di specie fosse composto sia da professionisti del settore sanitario, sia da consumatori medi, come più volte ribadito dalla giurisprudenza nel caso in cui i prodotti in questione siano medicinali che necessitino di una ricetta medica per la loro vendita.

Il rischio di confusione per i consumatori può infatti comunque sussistere ancorché la scelta di tali prodotti sia influenzata o determinata da diversi intermediari (professionisti sanitari, farmacisti).

Respinto il quarto motivo, non ravvisandosi alcun errore da parte della commissione circa l'individuazione del pubblico di riferimento, il Tribunale confermava pertanto l'annullamento della decisione della seconda commissione di ricorso quanto ai prodotti delle seguenti categorie: ^Prodotti farmaceutici e veterinari contenenti idrossicarbonato di ferro magnesio o idrotalcite o derivati^ e ^leganti di fosfato per
la cura dell'iperfosfatemia^.







FAMIGLIE: Marchi d'impresa, Giurisprudenza Italiana, 2000-2050

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