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Tribunale I grado CE, sez. VIII, 9 dicembre 2010

(traduz. da http://curia.europa.eu/) Marchio comunitario figurativo ^GOLDEN ELEPHANT BRAND^ - Domanda di nullità basata su marchio figurativo anteriore nazionale ^GOLDEN ELEPHANT^ non registrato - Identità dei prodotti contrassegnati con i segni in conflitto (riso) - Dimostrazione del ^goodwill^ (avviamento) da parte del titolare del marchio nazionale - Presentazione ingannevole del marchio comunitario - Concreto rischio confusorio


IUS&WEB | Portale di informazione giuridicagiovedì 9 dicembre 2010

Massimazione e nota a cura dell'Avv. Dario Galliani

La sentenza in esame, dopo aver rigettato il primo motivo della ricorrente, basato su asserite violazioni degli articoli 73 e 74 del Regolamento 40/94/CE da parte della prima commissione di ricorso dell'UAMI, ha confermato la decisione di quest'ultima, avente ad oggetto una dichiarazione di nullità di un marchio comunitario, stante il rischio confusorio con un precedente marchio nazionale non registrato.

Individuata la normativa nazionale applicabile al caso di specie nel ^Trade Marks Act, 1994^ (la Legge Marchi del Regno Unito), il Tribunale ha analizzato le condizioni (secondo l'interpetazione dei giudici nazionali) in presenza delle quali il titolare di un marchio nazionale non registrato può ottenere l'annullamento del marchio comunitario controverso: la sussitenza di un goodwill(avviamento), la presentazione ingannevole del marchio successivo, nonchè il pregiudizio provocato al goodwill.

Orbene, stabilito in primo luogo che il riferimento temporale per stabilire la sussitenza del goodwill da parte del titolare del marchio nazionale è rappresentato dalla data di deposito della domanda di marchio comunitario, il Tribunale ha ritenuto soddisfatta la prima condizione, considerando che l'acquisizione di un goodwill è configurabile anche in presenza di ridotte quote di mercato (nel caso di specie, la società titolare del marchio nazionale aveva dimostrato di aver venduto nel Regno Unito oltre 100 tonnellate di riso in diversi anni, a fronte di importazioni nazionali nel medesimo periodo pari a 500.000 tonnellate), purchè si tratti di attività commerciale non puramente occasionale.

Quanto poi alla presentazione ingannevole del marchio comunitario, il Tribunale ne ha riconosciuto la sussitenza, valutando il segno nel suo complesso e ritenendo, da un lato, la pacifica identità della componente denominativa dei marchi in conflitto, dall'altro, un'accentuata somiglianza visiva dell'elemento figurativo, rappresentato in entrambi i casi da una testa di elefante.

Di talchè, stante le predette somiglianze, nonchè l'identità dei prodotti contrassegnati con i marchi in conflitto (riso), il Tribunale ha ritenuto sussistente il rischio concreto di confusione tra i due segni, rilevando peraltro la non necessità della dimostrazione del pregiudizio subito, essendo sufficiente la sua probabilità.

FAMIGLIE: Marchi d'impresa, Giurisprudenza Europea, 2000-2050

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Tribunale I grado CE, sez. VIII, 9 dicembre 2010
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